Femminicidio: una scuola per prevenirlo e sostegno economico alle vittime

Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è una data estremamente importante per tutte le donne, ed è grazie anche alla sua celebrazione se nella società civile e nelle istituzioni italiane è maturata la sensibilità necessaria ad approvare norme in materia di femminicidio.

14 anni dopo la sua istituzione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Italia ha approvato un decreto legge, che definisce per la prima volta una specifica fattispecie, riconoscendo le vittime di un fenomeno antico, che trova le sue radici in un approccio sbagliato alla cultura di genere.

Il decreto legge, sicuramente perfettibile come tanti altri provvedimenti, è tuttavia un grande passo avanti. Rimane ancora molto da fare. Soprattutto sotto il profilo dell’educazione, a partire dalle scuole, dove già, in alcune città, esistono progetti virtuosi, come i progetti sperimentati nelle scuole di Torino. Solo partendo dall’educazione è possibile estirpare, fin dall’inizio, quello che potrebbe essere il seme di comportamenti a rischio nell’approccio all’altro sesso.

Amori che si traducono in fatti di sangue. È accaduto recentemente a Verona, nel caso dell’omicidio Bellucci, nel quale l’Associazione Isolina si è costituita parte offesa. Una cultura che si traduce, in alcuni casi, in violenza, con 124 vittime assassinate nel solo 2012, mentre lo stesso anno sono 94 le richieste di assistenza ricevute da Telefono Rosa a Verona, ed ogni anno crescono. Credo che la politica, su questo tema, stia recuperando un’alleanza stretta con la società e se ne faccia interprete. Nel breve termine credo che Verona abbia bisogno di una rete di supporto e sostegno economico alle donne vittime di violenza. Perché l’indipendenza economica è soprattutto una forma di salvaguardia, perché queste donne non siano vittime di un nuovo carnefice, una volta raggiunta la libertà.

2018-01-23T10:49:04+00:00 25 novembre 2013|Donne, Temi|