Isolina e…

Chiara ci racconti di Isolina e…?

Sono una delle promotrici di “Isolina e…” associazione per la prevenzione del femminicidio, che ha preso vita a giugno del 2013 a Verona, per dare corpo e voce alla consapevolezza  condivisa che l’uccisione di ogni donna in quanto donna non è un “dramma d’amore“ privato  né un’emergenza improvvisa ma un fenomeno di imbarbarimento strutturale emerso solo nell’ultimo decennio, che ci riguarda tutte e tutti.

Mi sono convinta, soprattutto seguendo le uccisioni degli ultimi due anni,  che il femminicidio  è una pugnalata all’intero tessuto sociale  che mina il più profondo e il più antico dei bisogni umani: il nostro bisogno di potersi fidare dell’altro.

E’ per questo che con altre e altri ho cercato come “Isolina e…” di coinvolgere donne e uomini di età differenti, esponenti di quel tessuto sociale variegato ma accomunato dalla certezza che non si può più girare la faccia dall’altra parte. Ogni comunità umana si fonda sulle relazioni di fiducia e affidamento e la cultura dovrebbe alimentarne le fonti.

Dovrebbe… perché il dato allarmante sulla tipologia dei femminicidi in Italia è che vengono commessi,  per lo più da mariti e partner ufficialmente non-incolti ma “istruiti”, laureati e diplomati. E’ questa particolarità che ha spinto l’Onu a mettere un “focus” particolare sui femminicidi  in Italia.

E allora cosa sta cercando di fare “ Isolina e…”?  

Innanzitutto chiedere giustizia in nome di tutte le donne costituendosi parte civile in alcuni processi-simbolo per i femminicidi: l’abbiamo fatto a Trento per l’uccisione a Verona, di Lucia Bellucci,  ottenendo il riconoscimento prima come parte offesa e ora come parte civile nel processo a carico di Vittorio Ciccolini , poi mettere in rete, dare voce, arricchire di nuove proposte  tutte le attività preventive di “educazione all’affettività” che quotidianamente tante e tanti insegnanti svolgono nelle scuole, a cominciare dalle scuole per l’infanzia… e terzo…fare tam-tam perché nascano tante associazioni simili di cittadine e cittadini in tutta Italia che hanno semplicemente a cuore il rispetto fra i generi e sappiano aprire in ogni città il dibattito pubblico sulla necessità di un radicale cambiamento culturale sull’identità maschile e sui suoi modelli.

Cosa ti auguri per il nuovo anno?

Un’Isolina che superi i 500 aderenti – che abbiamo già – e che lasci i primi segni di un nuovo gradino di civiltà…

Dicci di te, chi è Chiara Stella?

“Sono una maestra, ho scelto questo lavoro perché mi piace stare con le bambine e i bambini, perché sono affascinata dai loro ragionamenti, perché grazie al mio lavoro ho scoperto la bellezza della matematica e quanto le relazioni all’interno della classe siano il fondamento della democrazia, del rispetto e della curiosità umana reciproca. Insomma la scuola è la prima vera comunità allargata. Un Paese che ha a cuore la civiltà investe qui.

2018-01-22T08:59:11+00:00 7 gennaio 2014|Donne|